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A05 - MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Nasce negli anni '70 del secolo scorso grazie all'archeologo rumeno Dinu Adamesteanu, primo Soprintendente della Basilicata e artefice di una grande campagna di scavo che, con la tecnica della prospezione aerea, di cui fu pioniere,

portò alla luce buona parte dei reperti che oggi si possono ammirare a Metaponto. Il Museo presenta la ricostruzione del quadro archeologico del territorio e si articola in 4 sale corrispondenti alle fasi principali del suo sviluppo storico. La I sezione espone i primi reperti degli Enotri-Choni durante la media Età del Bronzo: i manufatti ad impasto della cultura locale sono accostati ai raffinati vasi italo-micenei con eleganti decorazioni. La II sezione documenta la nascita della polis, la graduale occupazione del territorio e gli apporti iniziali dei Greci giunti dalle regioni del Peloponneso. La crescita delle comunità indigene con l'affermarsi di gruppi familiari aristocratici è evidente nei ricchi corredi funerari in cui l'ornamento personale è prevalentemente in bronzo, mentre altri oggetti testimoniano la vitalità degli scambi commerciali, dell'organizzazione sociale e del livello di specializzazione raggiunto. La III sezione, relativa allo sviluppo della città, presenta significativi reperti provenienti dai templi, che testimoniano l'attività di artigiani specializzati di provenienza orientale: anfore da trasporto, ceramiche fini da mensa e piccoli contenitori decorati prevalgono sulle forme vascolari locali. Le immagini delle tradizioni epiche e mitologiche greche compaiono sui vasi, tra cui il cratere che rappresenta Bellerofonte su Pegaso ed il monumentale bacino lustrale su cui sono riportati a rilievo gli episodi mitici di Perseo e Medusa e scene dei poemi omerici. I materiali esposti provano la differenza tra lo stile di vita lussuoso degli aristocratici e la grande sobrietà delle comunità enotrie. La IV sezione (fase classico-ellenistica) segna il passaggio a forme di religiosità individuali, come testimoniato dalle scene di convivio o di chiaro significato esoterico (con Orfeo, Dioniso, Demetra, nascita di Elena dall'uovo). La conquista romana ha effetti disastrosi: la città perde autonomia, l'abitato si riduce al nucleo portuale alla foce del Basento, l'agorà è occupata da sepolture con oggetti per la cura della persona. Una sezione finale è dedicata alle tecniche per la produzione della ceramica con cui Metaponto ha sempre prodotto ed esportato pregiati manufatti nei maggiori centri dell'Italia meridionale, grazie anche alla presenza di artisti come il pittore di Pisticci, di Amykos, di Creusa, di Dolone. Di recente si è avviata una petizione per intitolare il Museo a Pitagora, il filosofo greco di Samos (Comune gemellato dal 2019 con Metaponto, con il dichiarato intento di giungere al prestigioso riconoscimento di sito transazionale UNESCO) che morì a Metapontion dopo avervi vissuto e insegnato per circa 20 anni.

 

 

Contatti

Piazza Plebiscito snc

75012 Bernalda (MT)

+39 0835 540 214