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A06 - CASTELLO TORREMARE

Dal 1167 la zona di Metaponto, il cui toponimo sembrava essersi perso assieme ai fasti della Magna Grecia, prese a chiamarsi Torre di Mare (come si evince da un documento bilingue in greco e latino e da un atto federiciano),

nome con cui si indicava un piccolissimo borgo nei pressi dell'antico porto di Santa Pelagina, nato attorno ad un castello normanno risalente al 1060 e costruito per lo più utilizzando come cave gli edifici dell'antica polis. Il castello, ai margini occidentali dell'antica città di Metaponto, era stato eretto sfruttando il preesistente castrum romano e, dopo aver ospitato nobili dell'epoca (la contessa Emma Maccabeo di Montescaglioso e la sua famiglia), fu concesso al monastero benedettino di San Michele. Dell'antico complesso sono noti, oltre che la torre e tratti di mura, anche costruzioni dedicate alla custodia di attrezzi, dimore dei contadini e strutture rivolte all'ospitalità dei viandanti che sceglievano Torre di Mare come punto di sosta lungo uno dei percorsi viari terrestri più importanti del tempo: il Tratturo Regio, che univa la costa calabra a quella pugliese. Al secolo XIV risale il primo abbandono del sito in un quadro insediativo molto desolante che registra la presenza di numerosi villaggi abbandonati per molteplici cause. All'abbandono tardomedievale segue una notevole ristrutturazione tra XV e XVI secolo, in linea con quanto accadeva nel resto del Regno di Napoli, per il riassetto delle strutture difensive litoranee contro l'avanzata dei Turchi. Nel 1459, con altri casali della zona, divenne feudo del principe di Taranto Del Balzo e nel 1497 re Federico vendette la terra. Pur trovandosi in posizione strategica ed avendo avuto un discreto sviluppo, la vita nei pressi di Torre di Mare non fu mai facile, per i contrasti tra Impero d'Oriente e d'Occidente, che spesso su queste terre si scontrarono, e per l'inospitalità della zona che, per l'abbandono e la distruzione delle opere irrigue, si ridusse ad una palude malsana dove prima la malaria, poi la peste del 1656 cancellarono ogni presenza umana. La popolazione locale subì un alternarsi dell'incremento demografico. Un nuovo spopolamento si registra a partire dal XVII secolo, quando compare nelle cronache dei viaggiatori come ridotto a rudere e disabitato. Dopo l'Unità d'Italia, con la creazione della ferrovia che univa le regioni del Sud, riemerse l'antico nome di Metaponto. Situato ai margini del centro abitato, nei pressi della stazione FS, il complesso è attualmente caratterizzato da strutture post-medievali articolate in più corpi di fabbrica e da una chiesa dedicata a S. Leone Magno. Con le bonifiche e la riforma agraria del secolo scorso, dopo un lungo periodo di abbandono, il castello è stato recuperato e restaurato ed oggi, durante i mesi estivi, nella sua splendida cornice trovano posto manifestazioni culturali d'ogni genere.

 

 

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