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A15 - FATTORIA / FONTE PONTE FABRIZIO

La denominazione “Fabrizio” è attribuita ad un sito archeologico del IV secolo a.C che comprende un pubblico “pilaccio”, alimentato da acque sorgive, una fattoria greca ubicata sulla collina e tutta l'area circostante.

Situata sul pendio meridionale della Valle dell'Avinella, la fattoria ricalca il modello degli insediamenti tipici della chora di Metaponto di questa epoca. Tra i materiali rinvenuti, particolarmente interessante è una statuetta raffigurante Artemide e una sua adorante con un agnello intorno al collo, a testimonianza della devozione che il proprietario della fattoria e tutti gli abitanti della zona nutrivano per questa divinità. Tale elemento, insieme alla pianta perfettamente conservata della fattoria, mascherata da una fitta vegetazione di lentisco, che presenta tre file di stanze senza cortile centrale, evidenzia le affinità del sito con la fattoria greca di San Biagio all'Avinella. Poco distante, sul fondovalle, ancora sgorga copiosa l'acqua della sorgente Fabrizio, all'epoca utilizzata dalle tante fattorie presenti in zona. La denominazione della località è di epoca romana e fa riferimento al console Fabrizio Luscino che pose in questo luogo il suo accampamento durante la guerra contro Pirro. La permanenza del presidio si protrasse e, alcuni decenni più tardi, la difesa del territorio metapontino congegnata da Fabrizio fu essenziale per controllare Annibale che si era accampato proprio nei pressi di Metaponto dopo la vittoria di Canne sui Romani. Quando i Romani gettarono nell'accampamento la testa del fratello del condottiero cartaginese, Asdrubale, ucciso nella battaglia del Metauro, Annibale abbandonò per sempre l'Italia.

 

 

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