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A02 - NECROPOLI CRUCINIA

La necropoli di Metaponto è strutturata in una fitta rete di tracciati viari, canali e limiti fondiari le cui maggiori concentrazioni si hanno nelle contrade Crucinia e Casa Ricotta, corrispondenti alle prime balze costituite in prevalenza da depositi d'origine marina.

Le aree sepolcrali sono disposte ai margini delle strade che collegavano l'abitato con il territorio e la particolare rilevanza monumentale di alcune di esse conferma l'esistenza nella zona di importanti assi di collegamento extraurbano con la chora, uno dei quali univa la città al Santuario di Hera. Così chiamata dal nome della contrada in cui è ubicata, tra la Strada Statale Ionica 106 ed il moderno centro residenziale, la necropoli Crucinia è particolarmente interessante per la monumentalità delle sepolture, a sarcofago con la cassa e la copertura in blocchi squadrati, destinate all'aristocrazia di Metaponto tra il VII e il IV sec. a.C. A testimoniare il prestigioso rango dei defunti qui presenti sono i cimeli funebri rinvenuti nelle tombe, come le ceramiche prestigiose a figure rosse, specchi, fibule in bronzo e orecchini in oro. Il rito prevalente praticato per la sepoltura era quello dell'inumazione: il defunto veniva deposto in posizione distesa e supina, secondo il costume funerario greco. L'aggregazione delle tombe in gruppi con affinità tipologiche suggerisce l'ipotesi che lo spazio funerario sia stato diviso per lotti ed assegnato alle singole famiglie.  Particolarmente significativi il complesso collocato al centro del parco e costituito dalla grande tomba trapezoidale a camera con scalinata di accesso (dromos) e un gruppo di tombe arcaiche (VII-VI sec. a.C.), oggi riproposto nell'area antistante il Museo, dalla forma a semicamera, la struttura composta da grossi blocchi di pietra e la ricchezza del corredo funerario (letti funebri, elementi decorativi in metallo, strumenti legati al sacrificio e al banchetto rituale). Il più interessante è senza dubbio il grande complesso, ora nel parco museale, composto da 4 camere sepolcrali (2 cenotafi e 2 appartenenti a individui maschili armati di spada) recante su 4 blocchi della tomba l'iscrizione incisa ANT che alluderebbe ai nomi dei due tirannicidi (Antileon ed Ipparino), artefici, intorno alla metà del VI secolo a.C., dopo la morte del tiranno Archelao, del passaggio della città ad un sistema “democratico”.  A confermare la presenza di un tiranno a Metaponto è proprio la tomba monumentale, appartenente a questo complesso, il cui occupante sarebbe il tiranno stesso, a giudicare dal ricco corredo militare composto da un'armatura in bronzo completa di scudo, schinieri ed elmo di tipo attico-calcidese con cimiero a testa di ariete. La preziosa armatura è stata trafugata da clandestini e trasferita al museo americano di Saint-Louis nel Missouri.

 

 

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