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A09 - PANTANELLO

Ubicato nei pressi dell'antico crocevia tra la strada che portava alla chora e la via costiera, Pantanello è uno dei siti archeologici più indagati di Metaponto.

Le numerose campagne di scavo condotte dalla ICA dell'Università del Texas, diretta dal prof. J.C. Carter, dal 1975, hanno permesso di rilevare le fondamenta di un Santuario extraurbano, adiacente ad una sorgente, i resti di una fattoria, un sito neolitico, una straordinaria necropoli ed una fornace tardo romana. Il Santuario, di cui sono visibili solo le fondamenta, è l'unico sito in cui si possa tracciare l'intera colonizzazione di una chora tra la fine del VII e l'inizio del III sec. a.C. Era costituito dall'area dedicata al culto sulla sorgente, delimitata dal temenos (area sacra) per mezzo di un muro. Lo straordinario materiale è ora esposto al Museo di Metaponto: manufatti, resti architettonici, ceramici e resti organici di piante ed animali. Nella grande necropoli rurale di Pantanello sono state rinvenute 320 sepolture e 40 depositi ceramici. Tra le tombe, particolarmente significativa è la "tomba del musicista",  che presenta, tra gli oggetti del corredo funebre, un carapace di tartaruga, ideale cassa di risonanza per il barbitos, antico strumento musicale a corde simile alla lira, e lo scheletro ben conservato di un individuo adulto, tra i 40 e i 50 anni, vissuto a metà del V sec. a.C., alto più di 1,75 m, circa 20 cm in più rispetto alla media del tempo. Le persone di statura elevata svolgevano funzioni di primo piano nel contesto sociale, spesso investite di un ruolo sacro, forse all'interno dei circoli misterici diffusisi nella regione dopo l'arrivo di Pitagora a Metaponto. Questo dato è confermato dal rinvenimento di un gruppo di tombe in pietra identificate come appartenenti ad iniziati orfici, pitagorici e dionisiaci. Tra i manufatti visitabili nel sito di Pantanello, il più appariscente è sicuramente la grande fornace tardo-romana, al servizio di un comprensorio piuttosto ampio, al cui ingresso vi è un vistoso fallo (h=51cm), simbolo apotropaico, probabilmente proveniente dal santuario greco di Dioniso. Nel 1978 dagli scavi nel terreno paludoso nei pressi del santuario emerse una varietà di semi e resti vegetali in uno stato di eccezionale conservazione, grazie alla combinazione tra il flusso costante della sorgente e la matrice argillosa del suolo. Tale scoperta ha consentito di conoscere le specie coltivate ed infestanti presenti dal I millennio a.C. nell'area e di tracciare un quadro significativo delle abitudini alimentari dei coloni (fondate sull'orzo, come avvalorato dalla nota moneta raffigurante la spiga, emblema di Metaponto), delle malattie, dei costumi. Da questo rinvenimento è nata una ricerca interdisciplinare unica al mondo, condotta da CNR, Agrobios e Centro sperimentale agricolo di Pantanello.

 

 

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