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A14 - PETRA DI SAN GIOVANNI AVINELLA

In Contrada Avinella, nella valle del Basento tra Bernalda e Metaponto, è possibile ammirare le vestigia di un castello con un monastero fortificato, note con il nome “Petra o Parete di San Giovanni”.

Nel VI sec. a.C., periodo di massimo splendore dell'antica Metapontion, su quest'area si estendeva la chora, ovvero il territorio rurale fuori le mura della polis, costellato di fattorie, che fu protagonista di un processo di sviluppo dell'agricoltura e di una conseguente prosperità economica. Dopo la distruzione di Metaponto, molti profughi si spostarono nelle zone interne, giungendo addirittura fino a Matera, e parte di essi si stanziò proprio presso le fattorie che divennero così dei veri e propri villaggi. Questo sito, come si evince dalle citazioni, fino al XIII sec. era molto popoloso. Dai documenti del Regio Archivio Napoletano apprendiamo che, in epoca medievale, il monastero e tutto il territorio Avinella fino a Torre di Mare furono donati dai nobili proprietari ai frati dell'Ordine di San Giovanni, da cui deriva l'attuale nome. Nel monastero fortificato era presente una chiesa dedicata al santo e attorno al castello vi era il Casale Avinella. Dopo la sua distruzione, causata da un violento terremoto o dai saraceni, gli abitanti si spostarono nei pressi della Chiesa di San Donato dove fondarono (o contribuirono a popolare) il villaggio di Camarda. Il frammento di parete in situ ricorda, per il modo in cui si presenta, il disegno di due profili umani che sono volti ai punti cardinali opposti: passato e futuro.  Quasi un monito che ci esorta a continuare ad indagare e studiare, per scoprire e valorizzare ciò che i pochi dati storici su questo sito potranno ancora rivelare.

 

 

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