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A17 - SAN BIAGIO AVINELLA

Il santuario di San Biagio sorge in corrispondenza di cinque sorgenti su una collina, lungo la via che congiunge Metaponto con i centri indigeni dell'entroterra.

Dalle indagini archeologiche sono emersi materiali ceramici attribuibili a una frequentazione dell'area sin dal Neolitico e, dopo un periodo di abbandono, nell'età del Ferro. Alla fine del VII sec. a.C., nasce un'area sacra con un santuario, la cui storia si articola in 4 fasi: nella I (625-550 a.C.) viene costruita, intorno alle sorgenti, una vasca rettangolare di cui restano frammenti di lastre fittili raffiguranti un guerriero su un carro con auriga trainato da cavalli alati (forse Achille); nella II (550-475 a.C.) si realizza un sacello di cui si conservano parte delle fondazioni e della decorazione architettonica e statuette votive; nella III (475-450 a.C.) il sacello viene ricostruito con materiali più resistenti e decorato a rilievo; nella IV (450-350 a.C.) si edifica un deposito votivo sigillato con le terrecotte della fase precedente. Intorno al 350 a.C. il sacello viene distrutto e sui suoi resti si erige una nuova struttura, forse un tempio periptero. Inizialmente il santuario di San Biagio fu identificato come sacro a Zeus, il cui nome era iscritto su un cippo. In seguito la titolarità del culto passò ad Artemide per la presenza di statuette che la raffigurano. Tra i numerosi reperti rinvenuti, molti esposti al Museo di Metaponto, vi è una preziosa anforetta che raffigura su un lato una quadriga in corsa, sull'altro il combattimento tra un eroe (forse Eracle) e un essere mostruoso, al cospetto di una Gorgone. In età imperiale romana la collina di San Biagio ospita una fattoria di particolare pregio e raffinatezza, con annesso un piccolo impianto termale.

 

 

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